1812 – 2026

La campagna di Russia, secondo Minard: un omaggio in movimento

L'Europa del 1812, lo zar, il costo della campagna: ciò che la carta non dice.

L’Europa nel 1812

Napoleone domina la maggior parte del continente. A Tilsit, il 25 giugno 1807, incontra lo zar Alessandro su una zattera in mezzo al Niemen; in luglio fanno la pace, e la Russia aderisce al suo Blocco continentale contro il commercio britannico. Il 31 dicembre 1810, un ukaz di Alessandro riapre i porti russi alle navi neutrali e tassa i prodotti francesi: un’uscita dal blocco, senza rottura dichiarata. Il racconto consueto del 1812: Napoleone invade la Russia per costringerla a tornare al blocco. Parla anche di «seconda guerra di Polonia», per attirare i polacchi, senza impegnarsi a restaurare la Polonia.

Fonte: Wikipedia: i trattati di Tilsit (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: il Blocco continentale (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: la campagna di Russia (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: il Ducato di Varsavia (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Lo zar Alessandro I

Alessandro I (1777-1825) diventa imperatore nel 1801, dopo l’assassinio del padre. La perdita di Mosca non lo induce a chiedere la pace, e Kutuzov respinge l’inviato di Napoleone. Con i suoi alleati batte Napoleone a Lipsia nell’ottobre 1813, e il 31 marzo 1814 entra a Parigi alla loro testa. Prende poi parte al congresso di Vienna, e nel 1815 diventa anche re di Polonia.

Fonte: Wikipedia: Alessandro I (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: l’occupazione di Mosca (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: il congresso di Vienna (EN), in francese (FR), in russo (RU)

La Russia nel 1812

La maggior parte dei russi sono contadini, e molti di loro sono servi della gleba, legati alla terra e ai loro signori: ancora nel 1857, i servi privati erano 23 milioni su 62,5 milioni di abitanti. I soldati sono coscritti presi tra questi contadini, per 25 anni. Il 1812 vede tre leve, e i nobili formano con i loro servi una milizia di oltre 400.000 uomini. Gli ufficiali vengono soprattutto dalla nobiltà.

Fonte: Wikipedia: la servitù della gleba in Russia (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: la coscrizione nell’Impero russo (EN), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: la guerra patriottica del 1812 (RU)

Fonte: Wikipedia: la campagna di Russia (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Il 1812 nella cultura russa

Guerra e pace, di Tolstoj, racconta il 1812; il romanzo completo esce nel 1869, l’anno della carta di Minard. Čajkovskij scrive la sua Ouverture 1812 nel 1880; viene eseguita per la prima volta a Mosca nel 1882, accanto alla cattedrale di Cristo Salvatore, allora in via di completamento. Alessandro aveva fatto voto di costruirla nel dicembre 1812: consacrata nel 1883, viene fatta saltare in aria nel 1931 e ricostruita nel 2000. Per il centenario del 1912, Franz Roubaud dipinge il panorama di Borodino, ancora esposto a Mosca.

Fonte: Wikipedia: Guerra e pace (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: l’Ouverture 1812 (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: la cattedrale di Cristo Salvatore (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Fonte: Wikipedia: Franz Roubaud (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Il bilancio

I morti si contano a centinaia di migliaia, soldati e civili, in entrambi i campi; Adam Zamoyski arriva a quasi un milione (1812, 2004). Dalla parte francese, Thierry Lentz conta circa 200.000 morti; dalla parte russa, i conti vanno da 200.000 a 300.000 soldati. Lungo la strada, i civili muoiono quanto i soldati, forse di più. Le stime della Grande Armata vanno da 400.000 a 685.000 uomini: circa 380.000 di loro sono morti, dispersi o prigionieri, e le malattie causano quasi la metà di queste perdite. Di circa 110.000 prigionieri contati dai russi, più della metà sono morti entro il febbraio 1813. Minard conta 10.000 uomini che riattraversano il Niemen; gli storici contano più superstiti, fino a 120.000 circa, a seconda di chi includono nel conto.

Fonte: Wikipedia: la campagna di Russia (EN), in francese (FR), in russo (RU)

Ciò che la carta non mostra

La banda di Minard segue un esercito, quello di Napoleone, e ne conta gli uomini. È la sua forza: un solo tratto, e si vede tutto. È anche il suo limite: non dice nulla degli altri. I soldati russi morti, duecentomila almeno secondo i conti russi dell’Ottocento; gli abitanti delle città attraversate, Smolensk e Mosca bruciate, i villaggi saccheggiati all’andata e poi al ritorno; i prigionieri dei due campi, la maggior parte dei quali non è tornata; i cavalli, a decine di migliaia, la cui perdita ha disarmato l’esercito prima del freddo. La tappa «Dalla parte russa: la guerra del popolo» della cronologia e «Il bilancio», qui sopra, ne raccontano una parte. Ciò che un grafico non mostra conta quanto ciò che mostra: bisogna ricordarselo guardando questo.

Fonte: Wikipedia: la campagna di Russia (EN), in francese (FR), in russo (RU)

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